di Vincenzo Ventrone e Antonio Scungio
Il male è male, Stregobor. Minore, maggiore, medio, è sempre
lo stesso, le proporzioni sono convenzionali, i limiti cancellati. Non sono un
santo eremita, non ho fatto solo del bene in vita mia. Ma, se devo scegliere
tra un male e un altro, preferisco non scegliere affatto.
(Geralt di Rivia)
Il team di CD Project non ha
bisogno di presentazioni da quando ha esordito con The Witcher. L'RPG polacco ha regalato ai giocatori un'avventura
intrisa di un fantasy in piena ambientazione centroeuropea, forte di una
narrazione immersa nell'opera di Andrzej Sapkowski.
Dapprima imponendosi nel mondo videoludico su PC, e
successivamente con un porting del secondo capitolo per i sistemi console, gli
sviluppatori si preparano a sconvolgere i videogiocatori con la conclusione
della trilogia dello Strigo.
La saga è ambientata in
un continente immaginario del quale non viene mai esplicitato il nome. Mentre i
territori meridionali sono dominati dal potente Impero di Nilfgaard, i
territori del nord sono suddivisi in una moltitudine di regni e principati
spesso in lotta tra di loro.
La popolazione dei regni
è eterogenea, in quanto agli umani si affiancano le cosiddette razze antiche, costituite da elfi, nani
e gnomi. Un tempo erano le popolazioni autoctone del continente, ma quando gli
umani sbarcarono lungo le coste furono via via cacciati dalle loro terre e
costretti a decidere se vivere come cittadini di seconda classe tra gli umani,
confinati in ghetti e quartieri popolari, o vivere di stenti nelle zone
selvagge e nelle riserve.
Alle incessanti guerre che dilaniano le popolazioni del continente si aggiungono i continui e numerosi attacchi di creature mostruose. Per arginare la dilagante piaga generata da questi esseri, il mondo si affida ad una setta di umani mutanti dalle straordinarie capacità fisiche, conosciuti come Strighi.
Alle incessanti guerre che dilaniano le popolazioni del continente si aggiungono i continui e numerosi attacchi di creature mostruose. Per arginare la dilagante piaga generata da questi esseri, il mondo si affida ad una setta di umani mutanti dalle straordinarie capacità fisiche, conosciuti come Strighi.
Anche in quest'ultimo capitolo vestirete i panni di Geralt
di Rivia, lo Strigo, conosciuto anche come lupo bianco,
cacciatore di mostri dalle immense abilità, un guerriero mutante che rasenta il
sovrumano grazie alle doti acquisite durante gli intensi allenamenti e le
battaglie. Sopravvissuto alla prova delle erbe, il nostro personaggio
avrà la possibilità di assumere veleni in grado di aumentare considerevolmente
le sue abilità; sarà inoltre capace di utilizzare i segni, una forma
base di magia.
Gli strighi
adattarono gli incantesimi, basandosi sul fatto che non necessitano di alcuna
formula magica. Bastano la concentrazione e semplici gesti con le dita. E' per
questo che li chiamano Segni.
Andrzej
Sapkowski, “Il Sangue Degli Elfi”
Il comparto
grafico
Il RED
Engine, il motore grafico che muove il gioco, è stato ulteriormente migliorato:
una fisicità più realistica, la possibilità di interagire con lo scenario e il
combat system implementato in modo da rendere più fluido e giocabile il nostro
avatar, sono la punta di diamante di The Witcher 3.
Geralt ora si
muove con agilità, mettendo in mostra animazioni dettagliate e ben concatenate
tra loro. Permane un minimo d’incertezza tra una mossa e l’altra, ma niente che
non sfugga a un occhio focalizzato sulle sorti della battaglia, piuttosto che
sulla ricerca di minuscole (e superficiali) imprecisioni tecniche.
Il comparto
sonoro
Il comparto
sonoro resta di grande spessore, come già successo nei capitoli precedenti del
gioco. La scelta degli sviluppatori di non doppiare in italiano i dialoghi, tuttavia,
potrebbe lasciare molti videogiocatori con l'amaro in bocca. Una parte della colonna
sonora si focalizzerà sulle emozioni, che saranno stimolate dall'uso di
tradizionali strumenti musicali slavi e dalle musiche che evocano la brutalità
e la violenza del mondo dello strigo. Per ottenere questi risultati, il team
responsabile dell'audio ha effettuato delle registrazioni con strumenti
musicali d'epoca, in collaborazione con delle band musicali, come per esempio 'Percival'.
Giocabilità
Sono lontani
i tempi del combat system “sui generis” che caratterizzava The Witcher, il primo capitolo della saga. Oggi ci troviamo di
fronte ad un Action-RPG che surclassa di gran lunga tanti, se non tutti, i
giochi finora rilasciati. Tre finali diversi giocabili, 36 diversi esiti per il mondo di gioco e
oltre 300 cambiamenti possibili sono gli elementi dinamici della trama di The Witcher 3. Da questo punto
di vista la struttura del gioco appare ancora più complessa di quella del
leggendario Fallout 2, ma in tre dimensioni e con un intero mondo free roaming,
con un'estensione da esplorare 35 volte superiore a quella di The Witcher 2. Parliamo di oltre 100 ore
di gioco dense di scelte che porteranno ai tre finali principali, tutti
scanditi da ulteriori sotto-differenze. Il team di sviluppo ha anche rivelato
di essere al lavoro su un modo per garantire la continuità dell'esperienza
anche su PS4. Presumibilmente ci troveremo di fronte a una serie di scelte, in
stile Mass Effect, che consentano al giocatore di "ricostruire" le
azioni compiute giocando a The Witcher 2
su PC o su Xbox 360.
Sulla base delle anteprime
video e dei comunicati stampa rilasciati da CD Project, non ci resta che
attendere con ansia la fatidica data del 19 maggio.
L'hype generato da Wild
Hunt ha, a buona ragione, pochi precedenti nella storia videoludica recente.
Godiamoci quindi queste pochi mesi che ci separano dall'uscita del titolo
polacco, prima di rinchiuderci nel
videoludico mondo fantasy di Andrzej Sapkowski.


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