mercoledì 11 marzo 2015

VIDEOGIOCHI - THE WITCHER 3: WILD HUNT

di Vincenzo Ventrone e Antonio Scungio 


Il male è male, Stregobor. Minore, maggiore, medio, è sempre lo stesso, le proporzioni sono convenzionali, i limiti cancellati. Non sono un santo eremita, non ho fatto solo del bene in vita mia. Ma, se devo scegliere tra un male e un altro, preferisco non scegliere affatto.
(Geralt di Rivia)  

Il team di CD Project non ha bisogno di presentazioni da quando ha esordito con The Witcher. L'RPG polacco ha regalato ai giocatori un'avventura intrisa di un fantasy in piena ambientazione centroeuropea, forte di una narrazione immersa nell'opera di Andrzej Sapkowski.
Dapprima imponendosi nel mondo videoludico su PC, e successivamente con un porting del secondo capitolo per i sistemi console, gli sviluppatori si preparano a sconvolgere i videogiocatori con la conclusione della trilogia dello Strigo.

La saga è ambientata in un continente immaginario del quale non viene mai esplicitato il nome. Mentre i territori meridionali sono dominati dal potente Impero di Nilfgaard, i territori del nord sono suddivisi in una moltitudine di regni e principati spesso in lotta tra di loro.
La popolazione dei regni è eterogenea, in quanto agli umani si affiancano le cosiddette razze antiche, costituite da elfi, nani e gnomi. Un tempo erano le popolazioni autoctone del continente, ma quando gli umani sbarcarono lungo le coste furono via via cacciati dalle loro terre e costretti a decidere se vivere come cittadini di seconda classe tra gli umani, confinati in ghetti e quartieri popolari, o vivere di stenti nelle zone selvagge e nelle riserve.
Alle incessanti guerre che dilaniano le popolazioni del continente si aggiungono i continui e numerosi attacchi di creature mostruose. Per arginare la dilagante piaga generata da questi esseri, il mondo si affida ad una setta di umani mutanti dalle straordinarie capacità fisiche, conosciuti come Strighi.

Anche in quest'ultimo capitolo vestirete i panni di Geralt di Rivia, lo Strigo, conosciuto anche come lupo bianco, cacciatore di mostri dalle immense abilità, un guerriero mutante che rasenta il sovrumano grazie alle doti acquisite durante gli intensi allenamenti e le battaglie. Sopravvissuto alla prova delle erbe, il nostro personaggio avrà la possibilità di assumere veleni in grado di aumentare considerevolmente le sue abilità; sarà inoltre capace di utilizzare i segni, una forma base di magia.

Gli strighi adattarono gli incantesimi, basandosi sul fatto che non necessitano di alcuna formula magica. Bastano la concentrazione e semplici gesti con le dita. E' per questo che li chiamano Segni.
Andrzej Sapkowski,  “Il Sangue Degli Elfi”


Il comparto grafico

Il RED Engine, il motore grafico che muove il gioco, è stato ulteriormente migliorato: una fisicità più realistica, la possibilità di interagire con lo scenario e il combat system implementato in modo da rendere più fluido e giocabile il nostro avatar, sono la punta di diamante di The Witcher 3.
Geralt ora si muove con agilità, mettendo in mostra animazioni dettagliate e ben concatenate tra loro. Permane un minimo d’incertezza tra una mossa e l’altra, ma niente che non sfugga a un occhio focalizzato sulle sorti della battaglia, piuttosto che sulla ricerca di minuscole (e superficiali) imprecisioni tecniche.

Il comparto sonoro

Il comparto sonoro resta di grande spessore, come già successo nei capitoli precedenti del gioco. La scelta degli sviluppatori di non doppiare in italiano i dialoghi, tuttavia, potrebbe lasciare molti videogiocatori con l'amaro in bocca. Una parte della colonna sonora si focalizzerà sulle emozioni, che saranno stimolate dall'uso di tradizionali strumenti musicali slavi e dalle musiche che evocano la brutalità e la violenza del mondo dello strigo. Per ottenere questi risultati, il team responsabile dell'audio ha effettuato delle registrazioni con strumenti musicali d'epoca, in collaborazione con delle band musicali, come per esempio 'Percival'.

Giocabilità

Sono lontani i tempi del combat system “sui generis” che caratterizzava The Witcher, il primo capitolo della saga. Oggi ci troviamo di fronte ad un Action-RPG che surclassa di gran lunga tanti, se non tutti, i giochi finora rilasciati. Tre finali diversi giocabili, 36 diversi esiti per il mondo di gioco e oltre 300 cambiamenti possibili sono gli elementi dinamici della trama di The Witcher 3. Da questo punto di vista la struttura del gioco appare ancora più complessa di quella del leggendario Fallout 2, ma in tre dimensioni e con un intero mondo free roaming, con un'estensione da esplorare 35 volte superiore a quella di The Witcher 2. Parliamo di oltre 100 ore di gioco dense di scelte che porteranno ai tre finali principali, tutti scanditi da ulteriori sotto-differenze. Il team di sviluppo ha anche rivelato di essere al lavoro su un modo per garantire la continuità dell'esperienza anche su PS4. Presumibilmente ci troveremo di fronte a una serie di scelte, in stile Mass Effect, che consentano al giocatore di "ricostruire" le azioni compiute giocando a The Witcher 2 su PC o su Xbox 360.

Sulla base delle anteprime video e dei comunicati stampa rilasciati da CD Project, non ci resta che attendere con ansia la fatidica data del 19 maggio.
L'hype generato da Wild Hunt ha, a buona ragione, pochi precedenti nella storia videoludica recente. Godiamoci quindi queste pochi mesi che ci separano dall'uscita del titolo polacco, prima di rinchiuderci nel videoludico mondo fantasy di Andrzej Sapkowski.

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