di S.L.
È ormai ben noto a tutti che,
parlando con un pratellese che abbia più di 30 o 40 anni, ci si ritrovi ad
ascoltare racconti in qualche modo correlati con esperienze soprannaturali
vissute in prima persona o, più spesso, riferite. L’immaginario collettivo non
sembra essere estraneo ad una serie di figure di antica tradizione i cui nomi
sono, a memoria d’uomo, da sempre presenti nelle più disparate storie,
rivestendo il ruolo di causa di eventi paranormali, spiegazione di fenomeni
altrimenti incomprensibili, veicoli di malocchi, fatture e sortilegi vari e,
infine, spauracchio per bambini troppo turbolenti.

