martedì 31 marzo 2015

LETTERATURA: i racconti di Pietroburgo di Gogol'

di Fabiola Romano


Abbiamo deciso di iniziare questo viaggio nella letteratura con due piccole gemme appartenenti alla letteratura russa dell’ottocento, inserite nella celebre raccolta de I racconti di Pietroburgo di Gogol’. 
Il cappotto e Il naso costruiscono una amara e nello stesso tempo divertente satira dell'accidiosa burocrazia russa e degli apparati di tutto il mondo. Non si tratta, infatti, soltanto dei vizi e delle piccinerie dell'anima russa, ma dei difetti di ciascuno di noi, che l’autore sa smascherare con la maestria dell'artista e la finezza del grande psicologo.

Uno dei suoi racconti più noti, anche per la famosa frase pronunciata da Dostoevskij “che tutta la letteratura russa è nata dal cappotto”… è appunto Il cappotto.
Gogol’ narra le vicende di Akakij Akakievic, un impiegato di un ministero incaricato di copiare documenti. Di animo nobile, egli è l’oggetto di derisione da parte dei colleghi a causa del suo cappotto ormai rovinato dal tempo. Numerosi sacrifici permettono ad Akakij di comprare un nuovo cappotto. I colleghi ora lo ammirano, lo fanno sentire “importante”, ma una notte qualcuno ruba, all’impiegato, il prezioso indumento. Akakij prova a rivolgersi alle forze dell’ordine e ai pezzi grossi della società, ma nessuno sembra essere disponibile nei suoi confronti. Il povero impiegato, costretto a essere sottomesso ancora una volta, “studierà” un’originale forma di vendetta…

Il naso, invece, racconta dell’assessore collegiale Kovalev che una mattina si sveglia senza naso. Lo cerca disperatamente girando in lungo e in largo, fino a quando lo riconosce sotto le mentite spoglie di un elegante funzionario che si muove in carrozza. Il maggiore Kovalev prova a rivolgersi alla redazione di un giornale e al commissariato, ma non ottiene aiuto, fino a quando un gendarme gli riconsegna il naso smarrito, bloccato mentre cercava di lasciare il paese.

In questi grotteschi racconti lo scrittore, come ci dice il nostro Andrea Camilleri, con occhio ironico e contemporaneo mette a nudo le ingiustizie, i soprusi, il servilismo e i rituali vanitosi di una piccola borghesia grassa, ignorante e presuntuosa. 

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