giovedì 17 settembre 2015

SALUS PAR AQUAM - QUANDO LE ACQUE DEL LETE CURAVANO IL CORPO

Resti dello stabilimento termo-minerale
“Regina sul Lete”- scorcio

di Milena Paternuosto


Alzi la mano chi non desideri una mini spa comodamente a casa propria! Il concetto di parco termale, ormai ben noto a tutti, è estremamente gettonato. Tutti abbiamo desiderato, almeno una volta, la possibilità di una bagno rigenerante e qualche massaggio rilassante sulla schiena. E pensare che fino al secolo scorso era possibile usufruire di veri pacchetti benessere a Pratella, presso lo stabilimento termale "Regina sul Lete"! Infatti, sebbene l’idea della cura del corpo attraverso lussuose e confortevoli Spa appaia come qualcosa di recente e moderno, la pratica del termalismo e dello studio degli effetti benefici ad esso legati risale alla notte dei tempi.

Terme di Caracalla sull'Aventino
Il termalismo prende forma con i primi studi sulle proprietà benefiche delle acque minerali. Ippocrate di Coos, illustre medico e studioso che operò in Grecia durante l’età di Pericle, raccolse i suoi brillanti studi di medicina nel Corpus Hippocraticum dedicando un’accurata sezione allo studio delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque e al loro impiego per scopi benefici e curativi. E’ proprio ai tempi di Ippocrate che il concetto di cure termali inizia a prendere forma. Egli iniziò a considerare l’acqua in base alle proprie peculiarità chimiche per la cura di determinate patologie, in particolare le acque sulfuree, per curare i dolori articolari e muscolari, oltre ad alcune patologie della pelle. Sulla base degli studi condotti da Ippocrate, il termalismo conobbe una vera e propria fortuna nella Roma Antica. Medici romani come Plinio, Galeno e Celso, ma soprattutto Erodoto, riconobbero attività terapeutica a molte acque, dando vita ad una vera e propria speculazione edilizia attorno alla nascita dei parchi termali, che iniziarono ad essere impiegati come veri e propri centri terapeutici. Il furore del termalismo si arrestò nel Medioevo e non conobbe particolari sviluppi in ambito medico durante il Rinascimento. Tuttavia le acque continuarono a rimanere “un mezzo per allontanare dall’organismo umori guasti ed alterati e veleni responsabili delle malattie”[i] .  Così, nel corso del tempo ed un pò ovunque, le pratiche termali vennero adoperate in qualsivoglia luogo naturalmente predisposto. Come accadde nel piccolo comune di Pratella dove, ancora una volta, le fredde acque dello Jelo divennero le protagoniste indiscusse di memorabili episodi storici. 

Casa sbieca
Negli ultimi anni del 1800, le acque minerali di Pratella vennero prese in considerazione dal signor Luigi Ferraro che decise di dar vita ad un vero e proprio business locale incentrato sulla cura del corpo per mezzo, appunto, delle acque minerali. Lo stabilimento termo-minerale “Regina sul Lete” venne inaugurato nel 1889, ed offriva ai suoi ospiti un invidiabile pacchetto relax! Le terme disponevano di bagni per la cura di svariate patologie (malattie reumatiche, infezioni croniche, malattie nervose e degli organi interni, infiammazioni della cute e delle mucose). Un vero e proprio tempio del benessere che, a quanto pare, era molto frequentato nonché raccomandato dalle autorità mediche dell’epoca. Il complesso termale disponeva di camerini suddivisi in I, II e III classe ed era impiegato anche nella produzione di un’acqua minerale da tavola. Per dissetare i clienti durante il percorso curativo, veniva proposta loro l’ “Acqua Regina sul Lete” che ricca di anidride carbonica e carbonati alcalini e ferro, si presentava come la migliore delle acque minerali da tavola che si trovano in commercio[ii]. Il signor Ferraro aveva dunque fatto centro, realizzando un elegante e funzionale parco termale invidiabile per l’epoca. Purtroppo la gloria delle terme “Regina sul Lete” non fu duratura. Dopo un intenso periodo di attività, lo splendore delle terme decadde assieme alla scomparsa del suo unico proprietario, e lo stabilimento scivolò in un progressivo stato di abbandono. Stato in cui ad oggi verte ancora l’antica Casa sbieca, ammirabile in tutta la sua decadente bellezza tra le nostre colline, continuando tuttavia a mietere un misterioso fascino su coloro che la osservano.



[i] Savonarola Michele, De Balneis et thermis- naturalibus omnibus Italiae sique totius orbis proprietatibusque eorum­­, 1440.
[ii] Descrizione presente sull’etichetta dell’acqua “Regina sul Lete”, conservata dalla famiglia Lanni Cappelli, proprietaria del terreno e dello stabilimento.



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