![]() |
| Resti dello stabilimento termo-minerale “Regina sul Lete”- scorcio |
di Milena Paternuosto
Alzi
la mano chi non desideri una mini spa comodamente a casa propria! Il concetto
di parco termale, ormai ben noto a tutti, è estremamente gettonato. Tutti
abbiamo desiderato, almeno una volta, la possibilità di una bagno rigenerante e
qualche massaggio rilassante sulla schiena. E pensare che fino al secolo scorso
era possibile usufruire di veri pacchetti benessere a Pratella, presso lo stabilimento termale "Regina sul Lete"! Infatti, sebbene l’idea
della cura del corpo attraverso lussuose e confortevoli Spa appaia come qualcosa
di recente e moderno, la pratica del termalismo e dello studio degli effetti
benefici ad esso legati risale alla notte dei tempi.
![]() |
| Terme di Caracalla sull'Aventino |
Il
termalismo prende forma con i primi studi sulle proprietà benefiche delle acque
minerali. Ippocrate di Coos, illustre medico e studioso che operò in Grecia durante
l’età di Pericle, raccolse i suoi brillanti studi di medicina nel Corpus Hippocraticum dedicando un’accurata
sezione allo studio delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque e al loro
impiego per scopi benefici e curativi. E’ proprio ai tempi di Ippocrate che il
concetto di cure termali inizia a prendere forma. Egli iniziò a considerare
l’acqua in base alle proprie peculiarità chimiche per la cura di determinate
patologie, in particolare le acque sulfuree, per curare i dolori articolari e
muscolari, oltre ad alcune patologie della pelle. Sulla base degli studi
condotti da Ippocrate, il termalismo conobbe una vera e propria fortuna nella
Roma Antica. Medici romani come Plinio, Galeno e Celso, ma soprattutto Erodoto,
riconobbero attività terapeutica a molte acque, dando vita ad una vera e
propria speculazione edilizia attorno alla nascita dei parchi termali, che
iniziarono ad essere impiegati come veri e propri centri terapeutici. Il
furore del termalismo si arrestò nel Medioevo e non conobbe particolari sviluppi
in ambito medico durante il Rinascimento. Tuttavia le acque continuarono a
rimanere “un mezzo per allontanare
dall’organismo umori guasti ed alterati e veleni responsabili delle malattie”[i] . Così, nel corso del tempo ed un pò ovunque, le
pratiche termali vennero adoperate in qualsivoglia luogo naturalmente
predisposto. Come accadde nel piccolo comune di Pratella dove, ancora una
volta, le fredde acque dello Jelo divennero le protagoniste indiscusse di
memorabili episodi storici.
![]() |
| Casa sbieca |
Negli ultimi anni del 1800, le acque minerali di
Pratella vennero prese in considerazione dal signor Luigi Ferraro che decise di
dar vita ad un vero e proprio business locale incentrato sulla cura del corpo
per mezzo, appunto, delle acque minerali. Lo stabilimento termo-minerale
“Regina sul Lete” venne inaugurato nel 1889, ed offriva ai suoi ospiti un
invidiabile pacchetto relax! Le terme disponevano di bagni per la cura di
svariate patologie (malattie reumatiche, infezioni croniche, malattie nervose e
degli organi interni, infiammazioni della cute e delle mucose). Un vero e
proprio tempio del benessere che, a quanto pare, era molto frequentato nonché raccomandato
dalle autorità mediche dell’epoca. Il complesso termale disponeva di camerini
suddivisi in I, II e III classe ed era impiegato anche nella produzione di
un’acqua minerale da tavola. Per dissetare i clienti durante il percorso
curativo, veniva proposta loro l’ “Acqua Regina sul Lete” che ricca di anidride carbonica e carbonati
alcalini e ferro, si presentava come la
migliore delle acque minerali da tavola che si trovano in commercio[ii].
Il signor Ferraro aveva dunque fatto centro, realizzando un elegante e
funzionale parco termale invidiabile per l’epoca. Purtroppo la gloria delle
terme “Regina sul Lete” non fu duratura. Dopo un intenso periodo di attività,
lo splendore delle terme decadde assieme alla scomparsa del suo unico
proprietario, e lo stabilimento scivolò in un progressivo stato di abbandono.
Stato in cui ad oggi verte ancora l’antica Casa sbieca, ammirabile in tutta la
sua decadente bellezza tra le nostre colline, continuando tuttavia a mietere un
misterioso fascino su coloro che la osservano.



Nessun commento:
Posta un commento